Genova: le meraviglie monumentali da non perdere - IAWA

Genova: le meraviglie monumentali da non perdere

Genova: meravigliosa città di mare, ricca di straordinari monumenti da scoprire.

Andando a visitarla non possiamo fare a meno di visitare i luoghi che ne hanno segnato la storia, le grandi opere architettoniche, le chiese e molto altro.

La lanterna: monumento simbolo di Genova

Indispensabile alla navigazione notturna delle navi in entrata ed uscita dal porto ma anche simbolo della città, alta ben 117 m. Annesso alla torre sorge il Museo della Lanterna raggiungibile attraverso una passeggiata di circa seicento metri che costeggia le vecchie mura fino ai piedi del faro partendo da via Milano, la sua particolarità è di contenere un tipo particolare di lente che riproduce per il visitatore, con il proprio fascio di luce in rotazione, la visione in soggettiva dall’interno dell’ottica di un faro vero e proprio.

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Visitando le chiese di Genova

Spostandoci invece verso il centro, passando dai resti del chiostro del convento di Sant’Andrea arriviamo alla casa natale di Cristoforo Colombo che sorge a ridosso di porta Soprana ed è raggiungibile dalla centralissima Piazza Dante.

Un’altra tappa che vi propongo è la Cattedrale di San Lorenzo consacrata al santo nel 1118 da Papa Gelasio II Gaetani, la leggenda vuole che in città si siano fermati San Lorenzo e papa Sisto II, diretti in Spagna, venendo ospitati in una casa sita nella zona dell’attuale cattedrale, dove, dopo la loro uccisione, sarebbero sorte questa chiesa. All’interno troviamo numerose statue di stile gotico e romanico, e numerosi affreschi fra i quali due dipinti tra la fine del XIII secolo e l’inizio del XIV che raffigurano il Giudizio universale e la Glorificazione della Vergine. Sono in stile bizantino e si richiamano agli stili di Costantinopoli di quel periodo.

Nella navata destra si trova una granata che il 9 febbraio 1941 colpì la chiesa durante la seconda guerra mondiale, nel corso di un bombardamento da parte degli inglesi. La granata sfondò il tetto della cattedrale senza esplodere.

Attrazioni turistiche e monumentali di Genova

Naturalmente la più grande forse fra le attrattive che propone Genova è l’Acquario, il più grande d’Italia ed il secondo in Europa. Il percorso di circa 2 ore e 30 minuti si snoda su una superficie totale di 9.700 metri quadrati in mezzo a 39 vasche che ospitano pesci e molti rettili, e ricostruiscono gli ambienti naturali originari delle singole specie con evidenti finalità didattiche.

Di particolare pregio sono le tre grandi vasche che ospitano rispettivamente delfini, squali e, la terza, foche e tartarughe oltre a innumerevoli altre specie ittiche.

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Riconquistiamo il centro verso Piazza De Ferrari, la principale piazza di Genova, con la sua monumentale fontana che è la vera e propria agorà cittadina e ci dirigiamo alla volta della rinascimentale Basilica di Santa Maria Assunta che si erge sul colle di Carignano. Al suo interno non solo opere scultoree e dipinti ma anche l’altare maggiore in marmo e bronzo, opera dello scultore Massimiliano Soldani del 1700, con crocifisso bronzeo di Pietro Tacca.

Mettiamo anche che voleste vedere un museo diverso, ecco io vi consiglierei il patrimonio inestimabile di arte giapponese ed orientale, raccolto in Giappone durante il periodo Meiji da Edoardo Chiossone è esposto nella Villetta Di Negro. Il museo ospita opere giapponesi di varie epoche: pittura (dal XI al XIX sec.), armi e armature, smalti, ceramiche, lacche, porcellane, stampe policrome, strumenti musicali, maschere teatrali, costumi e tessuti, bronzistica, e una ricca collezione di grandi sculture del Giappone, della Cina e del Siam.

Infine citiamo Palazzo Ducale che ospita numerosi convegni e mostre, Il Castello D’Albertis che si affacciai sul porto dalla collina di Montegalletto, Il Teatro della Tosse in Sant’Agostino se desiderate delle serate d’animazione ed il museo di Sant’Agostino è un museo espressamente dedicato alla scultura e della pittura ligure nel periodo che va dalla fine del X secolo alla fine del XVIII secolo.

Autore dell'articolo: IAWA